lunedì

L'albero dei fichi secchi

Bene, rieccomi in giardino, dove ormai è chiaro che nella vita del giardiniere non ci sono solo i fiori.
Gli effetti di una prolungata ed estrema siccità mi stanno legando ancora più intensamente ad una natura segnata dal tempo e dalle avversità, la primavera è andata, ogni cosa si riduce nelle dimensioni  ma aumenta d'intensità, per progredire occorre usare al meglio le risorse rimaste. Pochi gli sprechi vitali, oh come capisco questo giardino un po' incolto, un altro po' amatissimo, assetato, rigoglioso ma secco, reso austero dalle avversità, che resiste senza far sceneggiate, forte dell'idea che andrà meglio in futuro. Forse.


Oh giardino, io ti guardo e dopo un po' corro a bere, che comincio a sentirmi asciugare da dentro, e mi prende una irresistibile frenesia d'acqua.

3 commenti

  1. Penso che Eliot ( The waste land ) sarebbe l'autore giusto per te in questo frangente:-)

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  2. Bellissime le tue parole che si adattano anche al mio giardino riarso e spossato da tanto caldo e siccità!

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© Rose Semplici
Maira Gall